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Questione Zipa, Ubi Banca presenta
il conto a Comune e Provincia:
«Dateci 2 milioni di euro»

CONTENZIOSO - Dopo aver battuto cassa con i residenti dell'Apl 4 di Pietralacroce, l'istituto di credito si presenta alla pote di Palazzo del Popolo. Alla base, un prestito chiesto dal consorzio in liquidazione dal 2014 all'ex Banca Popolare di Ancona, poi confluita in Ubi per cui i due enti avevano sottoscritto delle fideiussioni. Con il mancato pagamento delle rate, l'istituto di credito si è rivolto a Comune e Provincia. Al primo è richiesto il pagamento di circa 800 mila euro, alla seconda di oltre un milione
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Il Comune (foto d’archivio)

 

Rate di un prestito mai pagate dalla Zipa: Ubi Banca chiede al Comune di Ancona e alla Provincia di saldare il conto e li porta davanti al giudice. La richiesta è di oltre due milioni. L’istituto di credito dopo aver battuto cassa con i residenti dell’Apl 4 di Pietralacroce – essendo titolare delle ipoteche un tempo di Banca Marche, acquista da Ubi; ipoteche già pagate dai residenti a Coop Casa Marche, cooperativa fallita e finita al centro di una vicenda giudiziaria – ora si presenta alla porta di Palazzo del Popolo, forte di fideiussioni a garanzia del prestito concesso nel 2007 dall’allora Banca Popolare, poi confluita in Ubi, al consorzio e legato allo sviluppo della attività imprenditoriali del territorio con la partecipazione attiva delle maggiori città della provincia. E se il Comune, in persona dello stesso sindaco Valeria Mancinelli, nel caso Coop Casa Marche, è stato in prima linea nella trattativa con i vertici di Ubi per tentare di dimezzare le ipoteche (l’accordo si è chiuso con una riduzione del 60% delle somme dovute, ma ha comunque significato per molti dei residenti beffati dalla cooperativa pagare due volte la stessa ipoteca, ndr), occorrerà vedere cosa succederà in questo caso. Intanto l’udienza per discutere il contenzioso è stata fissata dal giudice civile Andrea Ausili per il 9 aprile.

La Zipa, di cui Provincia e Comune figurano come soci, si trova in liquidazione dal 2014, proprio per decisione della Giunta Mancinelli, perché il consorzio non era più in grado di fare utili. Il Comune decretò così la fine della sua missione. Il commissario, il dottor Paolo Di Paolo, era stato scelto dall’allora giunta Spacca. Ubi chiede al Comune dorico circa 814mila euro. Un milione e 280mila euro la cifra pretesa dalla Provincia. All’origine del contendere c’è l’apertura nel 2007 di una linea di credito della Zipa all’ex Banca Popolare di Ancona per una somma di oltre 8 milioni di euro avente una durata massima di 5 anni. A seguito di ciò e stando a quanto contestato da Ubi, sia il Comune dorico sia la Provincia  avevano garantito delle fideiussioni a garanzia del finanziamento. Alla scadenza del contratto – 2013 – la banca aveva concesso a Zipa un mutuo di 3 milioni e 600mila euro pari all’ammontare del debito, da pagare con 60 rate in scadenza a luglio 2018. Il termine non sarebbe stato rispettato e ancora il consorzio sarebbe in debito. In questo contesto, Ubi tira in ballo il Comune e la Provincia in solido tra loro, chiedendo oltre 2 milioni di euro, in quanto fideiussori (anche se il Comune dorico sostiene di non aver mai firmato alcuna fideiussione) e soci del consorzio. A stringere una fideiussione era stato anche il Comune di Jesi, ma non è stato citato a giudizio. L’amministrazione Bacci e Ubi avrebbero trovato un accordo sulla cifra da pagare per la questione Zipa.

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