Scortichini (Confindustria):
«Turismo a rischio collasso,
italiani bollati come appestati»
«Se la situazione non cambia tutto il settore turismo è a rischio collasso» non usa mezzi termini Ludovico Scortichini, presidente della sezione Turismo di Confindustria Marche Nord e membro di Astoi, l’associazione nazionale dei tour operator. «Il dato è allarmante: il settore del turismo è in ginocchio e se pensiamo che le imprese turistiche contribuiscono al Pil per il 13% e all’occupazione per il 14,7%, capiamo bene il danno che una crisi prolungata porterebbe al nostro Paese. Tanto più che se si ferma il turismo l’impatto stimato è pari al 20% del Pil perché ci sono innumerevoli attività che non fanno tecnicamente parte del settore ma che ne sono strettamente legate».
«Non entriamo nei termini medici del problema, abbiamo piena fiducia nella comunità scientifica – ha detto Scortichini – ma riteniamo che ci sia stato un grave errore di comunicazione: abbiamo dato l’immagine di un Paese disorganizzato e inefficiente, e abbiamo consentito che si bollassero i cittadini italiani come tra i più appestati al mondo. Il turismo si è fermato nel Paese e anche nella nostra regione – aggiunge il presidente della sezione – niente più viaggi di nessun tipo, eventi, congressi, gite scolastiche: piovono disdette da tutte le parti, i fatturati calano a picco: non possiamo resistere a lungo, se continuiamo così chiudiamo tutti».
Cosa fare allora? «Proprio in questi giorni ci siamo riuniti a livello nazionale, tutte le associazioni del turismo e abbiamo formulato una serie di richieste al Governo, prima fra tutti il riconoscimento dello stato di crisi del comparto, che consente di adottare misure straordinarie per consentire la sopravvivenza delle aziende. Stiamo parlando ad esempio di differimento dei contributi previdenziali, della riduzione dell’aliquota Irpef, dell’accesso agevolato al credito e sospensione delle rate di mutui. E ancora dell’accesso agevolato agli ammortizzatori sociali, di aiuti speciali per i tour operator e le agenzie di viaggi che consentano di coprire le perdite derivanti dall’acquisto di servizi relativi ai viaggi cancellati e di superare le conseguenti difficoltà dei flussi da cassa» . «Abbiamo anche chiesto un intervento a livello europeo – ha concluso Scortichini – affinché la UE istituisca appositi fondi a sostegno delle imprese italiane».
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