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Oltre duecento chili di hashish:
condannato Marouane Farah

SENTENZA - Il marocchino, accusato di aver causato l'incidente in cui sono morti Gianluca Carotti e Elisa Del Vicario, oggi è stato condannato a 4 anni e 8 mesi al tribunale di Macerata per spaccio. Per gli altri due imputati, il fratello, Zakaria, e il 39enne Hassan Sougrate, la pena è di 4 anni e 4 mesi. Tutti e tre erano stati arrestati dai carabinieri nell'aprile del 2018
martedì 26 Marzo 2019 - Ore 19:32
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Marouane Farah

 

di Gianluca Ginella

Un deposito di 223 chili di hashish che era stato scoperto dai carabinieri in un garage di un 28enne di Montegranaro: condannati il marocchino Marouane Farah, 34 (sotto accusa al tribunale di Macerata anche per duplice omicidio stradale, la prima udienza si è svolta ieri), il fratello, Zakaria Farah, 21, nato a Fermo e residente a Monte San Giusto, e il 39enne Hassan Sougrate, residente a Montegranaro. Il processo, con rito abbreviato, si è chiuso oggi dal gup del tribunale di Macerata. Il giudice Claudio Bonifazi ha condannato Marouane Farah a 4 anni e 8 mesi e 44mila euro di multa, Farah junior a 4 anni e 4 mesi e 42mila euro di multa, stessa pena anche per Sougrate. Per Farah senior il giudice ha deciso una pena più alta perché gli era contestata la recidiva.

La droga sequestrata

Il pm Enrico Riccioni aveva chiesto 8 anni per Marouane Farah e sei anni per gli altri due imputati. Tutti erano stati arrestati dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Macerata nel corso di una operazione contro lo spaccio di droga che si era svolta tra Montegranaro (dov’era il deposito dello stupefacente) e Monte San Giusto (dov’era la base logistica dello spaccio) ad aprile dello scorso anno.

Lo stupefacente era stato trovato, per la gran parte, all’interno di sette valigie che erano nascoste nel garage di Dante Rossi, 28 anni, (condannato il 21 gennaio scorso, in un procedimento separato, a 3 anni e 40mila euro di multa). Rossi, secondo la ricostruzione dell’accusa, si occupava di custodire la droga mentre i fratelli Farah e Sougrate si occupavano dell’attività di spaccio.

L’avvocato Vando Scheggia

Le indagini dei carabinieri erano nate nel novembre del 2017 e il 14 aprile del 2018 i fratelli Farah, Dante Rossi, e Sougrate erano stati arrestati. Per Marouane Farah ieri si era svolta la prima udienza al tribunale di Macerata del processo con rito direttissimo per duplice omicidio stradale: a causa di assunzione di alcol e droga, dice l’accusa, il 3 marzo scorso ha invaso la corsia opposta lungo la statale Adriatica, a Porto Recanati, e la sua avuto ha investito quella su cui viaggiavano Gianluca Carotti e Elisa Del Vicario che morirono nell’incidente. Farah è difeso dagli avvocati Vando Scheggia e Emanuele Senesi (che assiste anche il fratello). Sougrate è tutelato dal legale Maila Catani. Il gup Bonifazi oltre alle condanne ha disposto per tutti l’espulsione dall’Italia una volta scontata la condanna.

 

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