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Tre aziende interessate
al futuro di Caterpillar

JESI - La novità è emersa oggi durante il vertice in video conferenza al Mise tra azienda, rappresentanti sindacali e istituzionali. Per i sindacati l’incontro «è stato moderatamente positivo» come dato di partenza per valutare ipotesi di reindustrializzazione. Il 21 febbraio nuova riunione al Ministero, questa volta con le parti sociali in presenza, e in concomitanza con il sit-in dei lavoratori a Roma
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Mirco Rota parla ai lavoratori davanti ai cancelli della Caterpillar con accanto Tiziano Beldomenico (a destra)

 

 

Sono tre le offerte presentate alla Caterpillar da potenziali compratori interessati all’acquisizione dello stabilimento di Jesi. La novità è emersa questa mattina nel corso del nuovo incontro convocato in video conferenza al Ministero dello Sviluppo Economico. Due ore di confronto tra le parti sociali che non hanno, però, fermato la fuga del tempo o cambiato lo scenario: il 23 febbraio scadrà la procedura di mobilità per i lavoratori del sito di via Roncaglia, l’azienda continua a non aprire al ritiro o la sopensione dell’iter, e senza centezze sulle prospettive future il giudizio dei sindacati, anche oggi è stato improntato a un cauto scetticismo. Per lunedì 21 febbraio, alle ore 14, il Mise pertanto ha convocato un nuovo vertice, questa volta in presenza,  tra la proprietà, rappresentati sindacali e istituzionali mentre martedì 22 le delegazioni si sposteranno per dialogare nella sede della Regione Marche.

«Oggi Caterpillar ci ha comunicato l’arrivo di tre offerte di potenziali acquirenti: una da un gruppo industriale, un’altra da un fondo di investimento ed infine una manifestazione di interesse da parte di un’azienda. Solo quest’ultima è stata valutata come interessante da parte di Caterpillar, pur evidenziando notevoli distanze rispetto alle sue aspettative.- commentano in una nota congiunta Mirco Rota della segreteria nazionale Fiom Cgil e Tiziano Beldomenico, segretario generale Fiom-Cgil Marche – Nonostante questo Caterpillar proseguirà nei prossimi giorni con un approfondimento al fine di verificare le possibilità concrete della cessione delle attività. Di fronte alle tre offerte presentate, pur non conoscendone i contenuti, abbiamo espresso un giudizio moderatamente positivo affermando che su quelle bisogna costruire il percorso di reindustrializzazione al fine di garantire la continuità industriale ed occupazionale. Per fare questo, come evidenziato anche da tutte le istituzioni presenti all’incontro, serve necessariamente un periodo di tempo ulteriore rispetto alla procedura che terminerà a metà della prossima settimana. L’azienda continua a respingere, in modo pretestuoso e irragionevole, la richiesta di sospensione della procedura di licenziamento collettivo mettendo a rischio il sito industriale di Jesi». Al ministero è stato, insomma, chiesto di continuare a discutere con questi 3 imprenditori, così come alla Regione e al Comune. Nel caso in cui ci fossero strumenti  e incentivi da mettere a disposizione per favorire l’avvicinamento delle tre imprese, tutte le istituzioni dovrebbero poter fare la propria parte.

«All’oggettiva presa d’atto di manifestazioni di interesse da parte di aziende interessate a rilevare lo stabilimento e dare continuità alla forza lavoro presente, si registra una totale chiusura da parte di Caterpillar che appare assolutamente ingiustificata». E’ la dichiarazione del sindaco Massimo Bacci al termine dell’incontro di questa mattina. «Ribadiamo – ha aggiunto il primo cittadino che ha seguito l’incontro in Regione insieme all’assessore al lavoro Stefano Aguzzi – la perentoria necessità di concedere più tempo, rispetto alla scadenza del 23 febbraio, per consentire a chi è interessato a subentrare di formalizzare la propria proposta. Non accettare questa proroga, che potrebbe dare continuità al sito produttivo, è gravissimo e faremo di tutto, insieme a Regione, Ministero e sindacati, per far recedere l’azienda da questa assurda posizione». «Il 23 scadono i termini per eventuali licenziamenti dei dipendenti- ha aggiunto l’assessore regionale Stefano Aguzzi-. Dopo il Mise le parti si ritroveranno in Regione per il tavolo regionale che di fatto sarà quello che dovrà decidere se proseguire o rinviare la procedura. Spero ci siano buoni elementi per proseguire con una continuità di attività dell’impresa e con il mantenimento dei livelli occupazionali».

L’azienda, dal canto suo, ha assicurato che svolgerà un ulteriore approfondimento sulle manifestazioni di interesse, rendersi disponibile ad un confronto utile a ricercare una soluzione industriale ed occupazionale e ha garantito che parteciperà in presenza al nuovo tavolo del Mise fissato per il 21 febbraio. Per quella data rappresentanti sindacali e lavoratori hanno deciso di organizzare in concomitanza una trasferta per mobilitarsi in un sit-in, davanti al Ministero dello Sviluppo Economico nell’attesa di conoscere gli esiti della nuova riunione. L’obiettivo di Fiom, Fiom e Uilm è quello di portare tutti e 169 i lavoratori diretti (gli altri sono interinali) nella capitale. Ma prima, il 18 febbraio, è in calendario la seconda udienza davanti al giudice del Tribunale di Ancona per il ricorso presentato dalle organizzazioni sindacali in violazione dell’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori. Domani, intanto, davanti ai cancelli dello stabilimento di via Roncaglia l’assemblea dei lavoratori valuterà se attivare fin da subito nuove azioni di lotta.



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