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Quindici mesi dopo il crollo
e la tragedia,
riapre al traffico il ponte 167

CASTELFIDARDO - Venerdì' a mezzogiorno sul cavalcavia sull'A14 sarà riattivato il transito ma senza tagli del nastro nel rispetto della morte dei coniugi Diomede. Invitata alla benedizione una delegazione del Comune di Spinetoli, dove abitavano le vittime di quel terribile 9 marzo 2017
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Il nuovo cavalcavia 167 a San Rocchetto di Castelfidardo

Riapre al transito il ponte 167 sull’A14. Dopo il crollo che costò la vita ai coniugi Diomede, stamattina è stato acceso il semaforo verde sulle autorizzazioni con l’ultimo sopralluogo dei tecnici della Provincia e della Società Autostrade. “Venerdì, dalle 12, si tornerà a transitare sul cavalcavia 167 in zona San Rocchetto. Dopo un lungo iter, il ponte sull’autostrada che collega Castelfidardo con la Cameranense, verrà riconsegnato all’uso della collettività decongestionando il traffico sulla Statale 16. – fa sapere in una nota stampa  il Comune di Castelfidardo – Nessun taglio del nastro, perché i lavori eseguiti non possono restituire la vita a chi l’ha persa tragicamente il 9 marzo 2017, ma un semplice e simbolico passaggio funzionale da Società Autostrade per l’Italia alla Provincia di Ancona e dalla Provincia ai Comuni di Castelfidardo e Camerano, sul cui territorio l’ormai tristemente famoso cavalcavia insiste”.

Il ponte crollato, il giorno della tragedia

A mezzogiorno di venerdì il ponte sarà però benedetto da un sacerdote e sarà invitata alla cerimonia di riapertura una delegazione di amministratori comunali di Spinetoli, dove vivevano Emidio Diomede 60 anni e sua moglie Antonella Viviani, 54, deceduti sotto il ponte che crollò nel momento in cui a bordo della loro Nissan Qashqai stavano viaggiando sulla A14, il pomeriggio di quel maledetto 9 marzo. Il ponte finalmente riapre 15 mesi dopo la tragedia, dopo un’inchiesta ancora in itinere che ha portato a iscrivere nel registro degli indagati 41 nomi, dopo i lavori di ripristino e il collaudo del nuovo impalcato e dopo una mobilitazione traversale che da Osimo a Castelfidardo, ha coinvolto movimenti politici e comitati di cittadini per la conseguenze prodotte sull’inquinamento dal traffico deviato su Osimo Stazione.



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