Stop del Tar, Ceriscioli va avanti
e firma una nuova ordinanza
valida fino alla mezzanotte di sabato
Ceriscioli tira dritto: firmata una nuova ordinanza sul Coronavirus dopo lo stop del Tar di oggi pomeriggio che si basava, sostanzialmente, sul fatto che il provvedimento era stato preso quando non c’erano casi nelle Marche. Il governatore Luca Ceriscioli, appresa la sentenza ha deciso, nel corso di una riunione che si è conclusa pochi minuti fa, di procedere con una nuova ordinanza alla luce del fatto che ora nelle Marche, ha detto, i casi di Coronavirus sono saliti a sei.
Il governatore lo ha riferito alle 19,10 con un breve videomessaggio: «Dopo la sospensiva del Tar, siccome ha motivato perché al momento dell’ordinanza non erano segnalati casi e ad oggi sono arrivati a sei, ho ritenuto opportuno fare una nuova ordinanza fino alle 24 di sabato con le stesse indicazioni e misure di quella precedente, venendo in conto ad una scadenza che è quella che applicano le altre regioni per poi vedere il da farsi con l’evolversi della situazione».
Dunque scuole di ogni ordine e grado chiuse almeno fino a sabato, idem per le università. Sospese le manifestazioni di pubblico spettacolo, chiusi i cinema, i teatri i musei. Insomma lo stesso che era questa mattina prima della pronuncia del Tar Marche che ha dato ragione al Governo che aveva fatto ricorso contro l’ordinanza della Regione. Una situazione che sta creando parecchia confusione, sia per i genitori, che per gli studenti, che per i commercianti e più in generale per tutti i residenti delle Marche presi in un tira e molla tra Regione e Governo.
Intanto il conto dei casi nelle Marche, come annunciato da Ceriscioli, è salito a sei. Ai tre di ieri se ne sono aggiunti altrettanti, tutti nel Pesarese. I tre nuovi casi sono risultati positivi al tampone e domani dovranno essere confermati dallo Spallanzani di Roma. Al momento non ci sarebbero ulteriori casi sospetti ma la situazione è in continua evoluzione.
(Gian. Gin.)
AGGIORNAMENTO DELLE 19,40 – Questo il comunicato della Regione: «Faremo una nuova ordinanza, come la precedente ma più breve nei tempi di validità – dice Ceriscioli –, con nuove motivazioni perché nell’altra non potevamo mettere i casi positivi che, al momento dell’emanazione, non erano stati ancora identificati. Parliamo di sei casi positivi nella provincia di Pesaro e Urbino, un centinaio in osservazione. Quindi un’accresciuta situazione in termini di complessità, che vogliamo affrontare con decisione e senso di responsabilità». Il presidente ha anche detto di non aver ricevuto garanzie dal Governo che non venga impugnata la nuova ordinanza. «Quindi ho preferito indicare un periodo di chiusura breve, compatibile con il buon senso e con uno spirito di risposta adeguati alla situazione in corso. Credo che rinunciare a una settimana di scuola valga la pena, quando in gioco c’è la sicurezza e l’incolumità pubblica».
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