Vertenza Caterpillar,
Beldomenico: «Ci sono altri imprenditori
interessati a rilevarla»
«Stiamo entrando nella ultime 2 settimane e mezzo più importanti di questa vertenza perché più ci avviciniamo al 24 febbraio, più si avvicina la possibilità di vedere recapitate le lettere di disoccupazione. Alla data del 23 febbraio scadrà infatti la procedura di mobilità aperta dalla multinazionale». Ha esordito così Tiziano Beldomenico, segretario Fiom Cgil Marche oggi pomeriggio davanti ai cancelli della Caterpillar di Jesi «Oltre alla solidarietà del territorio è venuta fuori quella di altri imprenditori nazionali e locali, con tante manifestazioni di interesse, oltre a quella dell’azienda del Milanese, per capire se c’è la possibilità di rilevare questa attività. Ma se non c’è niente di scritto nero su bianco non sappiano se c’è una verità. – ha rimarcato Beldomenico – Noi vogliamo che questa azienda continui a essere produttiva, che dia una continuità di presenza di lavoratori, qui, in questo stabilimento. Il 9 febbraio è prevista la prima udienza del ricorso per comportamento antisindacale in tribunale ad Ancona. Confidiamo di vincere. Significherebbe che la procedura di mobilità è annullata e che l’azienda dovrebbe ricominciare da capo. E se la sentenza arrivasse dopo il 23 febbraio e l’azienda avesse già spedito le lettere di licenziamento, sarebbero nulle anche quelle. Oltre al blocco delle merci in uscita, nei prossimi giorni abbiamo già in programma altre iniziative locali ed extralocali. Noi siamo i soli: c’è anche la questione dei 50 lavoratori della Liomatic e a breve si riaprirà anche la vertenza dei lavoratori dell’hotel Federico II, anche loro una sessantina».
Al presidio organizzato dalla Rsu della fabbrica, oggi c’era anche Giorgio Cremaschi, dell’esecutivo nazionale di Potere al Popolo. «La politica faccia vedere che esiste e che non è semplicemente schiava del mercato. – ha detto raccontando ai lavoratori della Caterpillar di tante altre lotte sindacali – Noi vogliamo non solo il diritto al lavoro, ma il lavoro con i diritti. Io sono sono con voi con il cuore da sempre e la cosa fondamentale è non mollare. Organizziamoci, facciamo paura, organizziamo la nostra lotta e la solidarietà che può esserci. Siamo in un brutto periodo, c’è la pandemia. Ma un po’ alla volta andrà via e noi abbiamo bisogno di ritrovarci. Forza, ce la possiamo fare!»
Nel corso del pomeriggio ha fatto visita agli operai in presidio anche il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni, che in veste capogruppo provinciale di ‘Unione democratica’ insieme ad altri colleghi ha depositato un ordine del giorno che impegna il presidente provinciale a sollecitare a Stato e Regione un tavolo permanente di confronto dove anche la Provincia possa divenire parte attiva nella costruzione di un percorso di sostegno da parte delle istituzioni pubbliche all’azienda Caterpillar e ai lavoratori. «Oggi sono stato a salutare i lavoratori in presidio permanente ed ho portato la solidarieta’ mia personale e dell’Ente Provincia. – ha fatto sapere Simone Pugnaloni – Nessun puo’ permettersi di chiudere uno stabilimento aziendale, se prima non ha pensato al futuro dei lavoratori. Non si licenzia per aumentare i profitti. Le istituzioni devono farsi sentire, devono intervenire. L’odg sancisce l’impegno della Provincia ad esserci, a partecipare al tavolo di confronto. Lo Stato e la Regione devono mettere in campo le relazioni e le risorse necessarie per salvare il futuro dei circa 200 lavoratori».
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