Movida, feste private, gruppi di gente:
chi ha paura del Coronavirus?

La movida di ieri sera in corso Matteotti a Jesi
di Talita Frezzi
Jesi, ore 22: un centro città che pullula di gente, gruppi di ragazzini appollaiati sulle panchine dei giardini pubblici, a spasso lungo viale Cavallotti e in corso Matteotti. I soliti gruppetti davanti ai locali del centro, nelle piazze e persino un pub che ospita una festa privata per i 18 anni. Chi ha paura del Coronavirus? E non sono solo ragazzini, che spavaldi escono, bevono e si riuniscono come sempre, come nulla fosse, con l’unico vantaggio della scuola chiusa che permette di vedersi anziché in classe a studiare, nei fast food o ai giardini. Ci sono pure le famiglie con i bambini. Eppure l’ordinanza contro la diffusione del Coronavirus è chiara, virologi, medici, specialisti sbandierano ovunque – dai giornali, alle tv e social – che per fermare il contagio bisogna stare a casa ed evitare assembramenti di gente. Cosa non ci sia di chiaro è difficile stabilirlo. Ma ieri sera proprio sui social è stato il vice sindaco di Jesi Luca Butini, medico immunologo agli Ospedali Riuniti di Ancona. «Cosa NON è chiaro? – sbotta in un post corredato da foto della movida in centro – che il virus SARS-CoV-2 si trasmette facilmente? Che di COVID-19 qualcuno muore? Che è meglio starsene a casa per un po’? Che oggi, i 18 anni li potevi festeggiare anche senza dare una festa in un locale?».

Il locale dove si è svolta la festa privata ieri sera a Jesi
Il post ha suscitato una marea di commenti di cittadini che chiedono ordinanze comunali restrittive pesanti, perché i semplici inviti alla prudenza alla cittadinanza non sembrano fare effetto. Però ci si scandalizza dei numeri dei contagi, dell’incremento velocissimo dei tamponi positivi e dei ricoveri, senza pensare che ciascuno ha responsabilità in questa pandemia.
E l’osservazione del vice sindaco, che spicca per il suo ruolo istituzionale oltre che professionale, si aggiunge alle molte altre di cittadini che segnalano la presenza di gruppi di persone, affollamenti nei supermercati ed esercizi pubblici. C’è chi chiede misure restrittive pesanti e chi invece, facendo appello alle istituzioni e in particolare al sindaco Massimo Bacci, chiede che vengano adottate ordinanze specifiche per l’uso delle mascherine in tutti i luoghi pubblici e negli esercizi commerciali dove si concentrano molte persone (come supermercati, centri commerciali, negozi…) laddove ci si sposta per fare la spesa e provvedere alle necessità quotidiane.
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