Coronavirus e operatori della sanità,
Cisl Fp: «Misure urgenti di prevenzione»

Le mascherine per l’utenza terminate nella sala d’attesa del pronto soccorso dell’ospedale di Torrette
Nell’emergenza Coronavirus i sindacati chiedono misure urgenti di prevenzione per operatori, professionisti e dipendenti della sanità regionale e sollecitano un tavolo di confronto in Regione. «In questi giorni c’ è massima preoccupazione tra il personale dipendente delle strutture sanitarie della Regione per il propagarsi del Coronavirus. -evidenzia una nota della Cisl Fp – Il numero dei casi registrato negli ultimi giorni nelle Marche sta arrivando a livello di guardia ma, nonostante ciò, circa 18.000 operatori e professionisti lavorano in modo eroico a fianco di chi sta male, non solo per il Coronavirus. Pensare che tutte le altre patologie si siano fermate perché è arrivato il Covid-19 è solo un’illusione. Il carico di lavoro assistenziale, quindi, si è raddoppiato, mentre le forze in campo, già ridotte prima dell’infezione, sono diminuite anche a causa della quarantena».
Tutti gli operatori e professionisti della sanità chiedono con forza alla Regione e alla Protezione Civile di essere messi in condizione di lavorare in piena sicurezza. «Non bastano decine e decine di documenti e fogli di carta, prodotti in questi giorni, per evitare che i primi ad essere infettati fossero proprio gli operatori sanitari. – prosegue il comunicato sindacale – Come primo sindacato nel comparto sanità, la Cisl Fp chiede atti concreti ed urgenti finalizzati alla prevenzione, unitamente alla consegna dei dispositivi di sicurezza individuale, ad oggi forniti con estrema parsimonia, a tutti gli operatori. Nessuno intende tirarsi indietro in un momento così difficile ma rivendichiamo a nome di infermieri, OSS, tecnici e medici il diritto di lavorare in sicurezza, con direttive chiare, certe e soprattutto coordinate. Dobbiamo evidenziare come troppo lentamente e con estrema difficoltà si stiano reperendo i Dpi idonei, previsti dall’ultima circolare ministeriale. Dove sono stati consegnati, è avvenuto in numero non adeguato alle necessità. Sembra che sia in arrivo una fornitura di mascherine PPFF2 e PPFF3 dalla Finlandia, ma fino ad oggi quelle disponibili sono risultate insufficienti. Non possono e non devono esserci ulteriori ritardi».
Cisl Fp sottolinea che servono urgentemente «delle vere e proprie zone filtro nei Pronto Soccorso di tutti gli ospedali delle Marche, non solo in quelli delle zone con casi acclarati. I casi sospetti ed i pazienti con sintomatologia dubbia non devono accedere nelle strutture sanitarie: devono essere “triagiati” in zone esterne da personale dotato di tutti i dispositivi utili alla protezione individuale, lontani da altri utenti in sosta. Inconcepibile, a distanza di due settimane dall’esplosione del virus in Italia, che decine di medici, infermieri ed OSS delle Marche o, peggio, familiari e utenti ignari ma trovatisi nel posto sbagliato, debbano essere messi in quarantena perché venuti a contatto con pazienti colpiti dal virus diagnosticato dopo ore di contatto con i presenti. Ciò perché malati infettati sono entrati ed hanno sostato nei Pronto Soccorso o addirittura in OBI. Vanno presidiate anche le diagnostiche e le sale d’attesa con percorsi dedicati per chi arriva con quesiti diagnostici del medico di base di patologie bronco-polmonari».
La sigla sindacale ricorda inoltre che vanno preservati anche i dipendenti amministrativi che sono a contatto continuo con l’utenza. «I vari servizi di prevenzione e protezione presenti in ogni azienda, insieme agli RLS, devono immediatamente verificare se i front office siano dotati di sistemi di separazione tra dipendente ed utente – aggiunge la Cisl – Dove questo non c’è, i responsabili devono immediatamente adoperarsi presso le Direzioni perché provvedano. Nelle strutture sanitarie delle Aree Vaste marchigiane maggiormente colpite, va subito rimpinguato l’organico. Sono anni che come Cisl Fp denunciamo la carenza di personale assistenziale. Questa emergenza ha messo a nudo la verità, sia in merito agli infermieri, OSS, Medici che mancano cronicamente negli organici, che alla cattiva riorganizzazione dei posti letto messa in atto nelle Marche. Non è il momento delle polemiche. ma va reperito urgentemente nuovo personale assistenziale. Superata l’emergenza, andranno fatti ragionamenti non solo sul piano economico e organizzativo ma anche sull’efficienza di un sistema che deve essere messo in condizioni di fronteggiare anche situazioni emergenziali senza andare in tilt».
Altra questione le spese affrontate per combattere l’emergenza.«La Regione Marche non ha ancora previsto risorse aggiuntive e straordinarie per il riconoscimento del lavoro svolto con sacrificio ed elevatissimo rischio dai professionisti della sanità marchigiana. Le spese che le varie Aziende ed Aree Vaste stanno effettuando per il Coronavirus come andranno pagate? – si domanda la Cisl Fp – Chi pagherà le tante attivazioni di turni aggiuntivi e reperibilità straordinarie? È impensabile che la grande disponibilità dimostrata dagli operatori sanitari che, seppur molto preoccupati, continuano indefessi a svolgere il proprio lavoro nonostante la grave carenza di mezzi, personale e specifiche disposizioni per la prevenzione da contagio, abbia come conseguenza il depauperamento dei fondi contrattuali, in alcuni casi già ampiamente splafonati. È bene tenere conto, ad esempio, che l’Azienda Ospedale Uniti di Ancona nel 2019, anche senza Coronavirus, ha superato i limiti del fondo del disagio per circa 790.000 euro. Servono finanziamenti aggiuntivi extracontrattuali con i quali pagare istituti eventualmente messi in atto o che saranno attivati in futuro per fronteggiare l’emergenza». Per chiarire tutti questi aspetti e tanti altri a tutela di operatori e lavoratori, la Cisl Fp sta da giorni chiedendo al Servizio Salute della Regione un tavolo di confronto sindacale urgente che ad oggi non è stato organizzato. Intanto però continuano a giungere notizie allarmanti dalla Medicina d’Urgenza di Torrette e dall’Ospedale Marche Nord ove i casi presenti e quelli scoperti nelle ultime ore stanno generando un allarme crescente tra gli operatori, costretti a rimanere in servizio anche se venuti a contatto con casi di pazienti contagiati. Rimaniamo comunque in attesa dell’incontro in Regione che, allo stato delle cose, è diventato improcrastinabile.
Articoli correlati
Coronavirus, nuova ordinanza di Ceriscioli: scuole chiuse in tutte le Marche «Quattro casi nell’Anconetano»
Coronavirus, Ceriscioli al ministro: «Non escludo la necessità di estendere le misure di contenimento»
Coronavirus, a scuola senza certificato dopo cinque giorni di assenza: è caos controlli all’ingresso degli studenti
Coronavirus: prima vittima nelle Marche, Ceriscioli: “Un anziano deceduto a Fano, aveva patologie pregresse”
Coronavirus, i sindacati: “Il decreto del Governo non tutela i lavoratori, urgono misure fuori dalle zone rosse”
Decreto Coronavirus, Ceriscioli: «Chiederemo misure più restrittive, se possibile solo per il Pesarese»
Coronavirus, la direttrice Asur: «Nelle Marche nessun ceppo» Sta bene lo studente di liceo contagiato
Coronavirus, Boccia attacca: «Ceriscioli vuol salvare la faccia» Sciapichetti: «Tu non sei l’imperatore»
Ceriscioli incontra i sindaci del Fermano: “Il virus non è la peste, ma neanche una banale influenza”
Stop del Tar, Ceriscioli va avanti e firma una nuova ordinanza valida fino alla mezzanotte di sabato
Guida un’auto senza assicurazione: «E’ un’emergenza, devo fare scorta al supermercato per il Coronavirus»
Coronavirus, si alza il livello di scontro Conte: «Le Marche creano problemi Chiudere le scuole ha effetti negativi»
Un braccio di ferro sul Coronavirus Linea dura di Ceriscioli col governo Sarebbe servita per i terremotati
Borrelli contro Ceriscioli dopo l’ordinanza: «Scelta della Regione, non la condivido» Il Governo ha deciso di impugnarla
Conte: «Entro stasera i provvedimenti, nelle zone dove non ci sono focolai non ha senso chiudere le scuole»
Ceriscioli: «Caso sospetto a Rimini, chiesto al Governo di fare presto Fake news sulle scuole chiuse»
Acquaroli: «Intrusione Conte lascia perplessi Sospendiamo la campagna elettorale, la salute va messa al primo posto»
Ceriscioli dopo lo stop di Conte: «Resto convinto sia la scelta migliore chiudere scuole e annullare manifestazioni»
Torna alla home page























































































