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Coronavirus e chiusura scuole,
Osimo allunga lo stop
fino al 10 marzo per la sanificazione

COVID 19 - Oggi pomeriggio la decisione dopo la firma dell'ordinanza del governatore Ceriscioli che ufficializza il contagio da Covid 19 per un osimano ricoverato in situazione critiche all'ospedale di Torrette. La popolazione chiede rassicurazioni sulla diffusione del virus, maggioranza e minoranza vanno allo scontro

 

 

I numeri degli infetti da Coronavirus continuano ad aumentare anche nelle Marche secondo le previsioni delle proiezioni epidemiologiche e lo spavento per la diffusione del Codiv 19 lievita in modo esponenziale tra gli abitanti di Osimo dopo il ricovero in condizioni critiche di un residente di mezza età all’ospedale di Torrette,  perchè risultato positivo al test. Dopo 24 ore di voci che si rincorrevano, tra le prime iniziative assunte dal  sindaco Simone Pugnaloni oggi pomeriggio dopo la pubblicazione dell’ordinanza del governatore Ceriscioli, è rientrata quella di annullare tutti gli eventi programmati in città per il  week end, dall’inaugurazione del Mercato Coperto dopo il restyling, alle manifestazioni collegate a ‘M’Illumino di meno’. Non basta. Per effetto della nuova ordinanza regionale 3/2020, scuole, palestre, musei e biblioteche resteranno chiusi nelle Marche da domani fino all’8 marzo. Le aule scolastiche di Osimo resteranno senza alunni invece per due giorni in più, fino al 10 marzo per permettere le operazioni di sanificazione.  «Nel rispetto dell’ordinanza dello Stato, dell’ordinanza del Presidente della Regione Marche, approfonditi i compiti specifici rimasti nelle competenze del sindaco, ho ritenuto necessario, – specifica il sindaco, pirma autorità sanitaria del territorio – per una maggiore tutela della cittadinanza osimana, nel rispetto delle indicazioni Dpcm, di adottare un’ordinanza per la sanificazione di tutti i plessi scolastici e delle relative palestre presenti nel territorio osimano ed allungare la chiusura scuole e palestre fino a martedi 10 marzo per permettere di svolgere al meglio il procedimento di igenizzazione.»

E’ stata la stessa ordinanza firmata poco fa dal governatore Ceriscioli a confermare  la positività al tampone per l’osimano. Pensando al riacutizzarsi di situazioni cliniche pregresse, mercoledì scorso, dopo un viaggio di lavoro in Emilia Romagna, l’uomo ha chiesto al suo medico di attivare la proceduta prevista in via precauzionale dal Ministero della Salute, e così in ambulanza è stato trasferito al pronto soccorso dell’ospedale Osimo-Inrca. Il personale sanitario e paramedico che lo ha soccorso, all’esito dei referti, si è messo in isolamento volontario come sono entrati in quarantena i familiari, gli amici, i colleghi di lavoro del paziente e, a cascata tutti coloro  che hanno avuto contatti con lui. Sono state messe in campo, insomma, tutte le misure cautelative previste dai decreti ministeriali e del Consiglio dei Ministri (che nell’emergenza superano ogni ordinanza regionale e comunale) per circoscrivere questo ‘focolaio’, non autoctono. L’assenza, per l’intera giornata di ieri, di notizie certe e ufficiali ha, però, alimentato in città la psicosi da Coronavirus e i battibecchi politici tra forze politiche rappresentate in Consiglio comunale non hanno agevolato l’azione di rassicurazione invocata dalla popolazione.

Stamattina dal fronte dell’opposizione, le Liste civiche hanno rimarcato alla maggioranza l’inopportuna bocciatura dell’aula consiliare dell’ordine del giorno sulle misure preventive suggerite all’amministrazione comunale  per contenere il Coronavirus. Nei giorni scorsi i movimenti civici avevano organizzato anche un convegno sull’argomento. «Gli osimani sono allo sbando, si aggrappano al sentito dire, decidono da soli come prendere le precauzioni di interesse collettivo, rischiano di cadere nel panico per voci infondate. Sono senza una guida, in questo momento in cui c’è un piano di intervento per le situazione di urgenza e difficoltà che le amministrazioni Liste Civiche avevano redatto e lasciato in Comune, che poteva e può essere messo in atto. Non si tratta di mettere paura ma di aiutare tutti con calma e ragionevolezza».

Il sindaco Pugnaloni aveva già rammentato ai concittadini le 10 raccomandanzioni ministerali da seguire per evitare il contagio, con  i numeri verdi da contattare in caso di necessità. La coalizione di maggioranza (Pd, Energia Nuova, OsiAmo, Popolari Uniti per Osimo, Ecologia e Futuro) ha replicato ai movimenti civici  a una sola voce, compatta sottolineando che «come primo atto, sia l’Amministrazione che le sue aziende partecipate, hanno prontamente attuato le ordinanze e i decreti messi in atto a tutela del cittadino contro il Coronavirus». E sull’org a firma delle Liste civiche bocciato nella Sala Gialla le forze di governo hanno eccepito che l’atto «conteneva una serie di errori grossolani e incongruenze che ne suggerivano la completa riscrittura» ricordando che lo scorso 29 febbraio alla commissione Sanità presieduta dal consigliere Achille Ginnetti e allargata a tutti gli esponenti consiliari, quelli delle Liste civiche «erano assenti». L’organismo, ricorda in più il presidente del consiglio Giorgio Campanari, «ha prodotto un documento condiviso che sarà portato in Sala Gialla».

Il movimento politico Difendi Osimo nel constatare che «il corona virus è presente “ufficialmente” anche ad Osimo già da 24-48 ore almeno» senza voler speculare sul caso specifico è tornato a chiedere alle autorità politiche solo informazioni utili per la cittadinanza. «Lo striminzito comunicato del sindaco di stamattina non faceva che confermare una generale scarsa trasparenza dell’informazione istituzionale intorno ai contagi e un preoccupante contraddittorietà dei provvedimenti emanati da parte degli organi preposti, in momenti diversi» ha osservato il portavoce Daniele Bartolini.

 

L’ORDINANZA DEL SINDACO DI OSIMO

 

 

 



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