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Diocesi di Ancona-Osimo:
messe e funerali soppressi,
chiese aperte per pregare

COVID 19 - Le disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da oggi recepite dalla Cei e dall'arcivescovo Angelo Spina che invita i fedeli anche ad attenersi a tutte le norme di distanza per non mettere in pericolo sé e gli altri
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Monsignor Angelo Spina

 

 

La Cei ha fatto sue le disposizioni del decreto governativo legato al coronavirus, chiarendo cosa si può e cosa non si può fare anche per quanto riguarda i sacerdoti. L’arcivescovo metropolita della Diocesi di Ancona-Osimo, mons. Angelo Spina, riassume in una nota le indicazioni, che andranno stampate ed esposte in tutte le chiese. Una comunicazione che conferma la validità di tutte le disposizioni già precedentemente espresse lo scorso 6 marzo e che dispone  la sospensione di tutte le celebrazioni delle S. Messe, festive e feriali ed altre riunioni di preghiera con la partecipazione del popolo a partire da oggi,  lunedì 9 marzo. Prevista inoltre la sospensione delle S. Messe esequiali. Tra le “cerimonie civili e religiose” il decreto governativo include esplicitamente anche i funerali. Pertanto, il rito funebre dovrà essere celebrato all’aperto, senza S. Messa, direttamente al cimitero, alla presenza dei soli stretti familiari, secondo quanto previsto al cap. IV del Rito delle Esequie. I sacerdoti assicurino i fedeli che per il loro defunto la S. Messa di suffragio sarà celebrata dal solo sacerdote, senza la partecipazione del popolo.

Le chiese rimangano aperte per la preghiera personale, invitando le persone ad attenersi a tutte le norme di distanza ed attenzione già indicate, per non mettere in pericolo sé e gli altri. I sacerdoti celebreranno ogni giorno la Santa Messa nella forma prevista dal Messale Romano come “Messa senza popolo”. «Assicuriamo la nostra gente che attraverso questa celebrazione “senza popolo” la Chiesa – ricorda mons. Spina – e noi con essa continuiamo il rendimento di grazie al Padre nel memoriale della morte e risurrezione di Cristo, come offerta per il popolo, con particolare intenzione in riferimento alla dolorosa situazione dei nostri giorni. La mancata partecipazione alla Santa Messa è un grande sacrificio per noi cristiani, che “Sine dominico non possumus”, cioè: “Non possiamo vivere senza celebrare il giorno del Signore / Pasqua domenicale “, come dissero i martiri di Abitene.» Nelle parrocchie secondo orari stabiliti si possono suonare le campane per invitare le persone a pregare in casa. La domenica la S. Messa può essere seguita in TV, come anche nei giorni feriali. Le comunità religiose nelle loro cappelle private possono celebrare la S.Messa “a porte chiuse”. Le presenti disposizioni entrano in vigore da oggi , 9 marzo corrente e valgono fino al prossimo 3 aprile. «Assicuro a tutti voi il quotidiano ricordo nella preghiera e nella celebrazione della S. Messa, la Vergine Maria, Regina di tutti i Santi, i nostri Santi Patroni S. Ciriaco e S. Leopardo ci proteggano e intercedano per noi» chiude il comunicato dell’arcivescovo di Ancona-Osimo.



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