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Farmacia chiusa all’ospedale,
le Liste civiche rilanciano
l’ipotesi ‘Ospedale della Provvidenza’

OSIMO - I movimenti civici considerano prioritario il servizio di consegna dei farmaci salva vita. Poi bacchettano Sinistra, Destra e M5S che nella Sala Gialla perchè "hanno votato il nostro ordine del giorno che impegnava il Comune a far risolvere il problema e a far riaprire la farmacia con un accordo Asur / Inrca. Invece niente"
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Gli ex sindaci di Osimo, Dino Latini e Stefano Simoncini parlano al pubblico durante una manifestazione di protesta in piazza sulla sanità osimana

Malati oncologici in fila all’ex Crass di Ancona per ottenere le medicine salva vita

Le Liste civiche si impegneranno a risolvere i problemi dell’ospedale di Osimo a partire dalla riapertura della farmacia. E’ più di una semplice promessa elettorale in vista delle Amministrative 2019 perchè il servizio di consegna dei farmaci salva vita viene considerato dai movimenti civici “prioritario”. Dopo la pubblicazione della foto con i malati oncologici ed i loro familiari in fila davanti alla farmacia dell’ex Crass di Ancona che ha scosso le coscienze, gli attivisti civici delle liste fondate da Dino Latini e Stefano Simoncini rilanciano il progetto di ‘Ospedale della provvidenza’, la clinica da 50 posti letto per degenze post acuzie e da 40 per prestazioni di breve degenza, presentata nel 2013 e da realizzare, secondo l’idea originale, con il finanziamento di fondazioni, sponmsor tecnici e soci, negli spazi dei 3mila mq all’ex ‘Villino verde’. “Noi con l’Ospedale della Provvidenza faremo tornare veramente la farmacia dell’ospedale per dare farmaci a chi ha bisogno. Stanzieremo fondi per il personale necessario. – scrivono in una nota le Liste civiche- Questa strana maggioranza (sinistra+destra+M5S) ha tradito due volte l’impegno all’assistenza, perchè dopo aver fatto chiudere l’ospedale, ha votato poco tempo fa il nostro ordine del giorno che impegnava il Comune a far risolvere il problema e a far riaprire la farmacia con un accordo Asur / Inrca. Niente. Prendono in giro i cittadini dopo averli depredati dell’ospedale. Le loro priorità sono di imbellettarsi di cipria e di curare l’immagine, lasciando i problemi veri irrisolti, come le condotte dell’acqua che ogni giorno si rompono fra Padiglione e Casenuove, ma preferiscono rifare quelle del centro solo per far pagare all’Astea il selciato sopra stante, quando sarebbe necessario sistemare quelle tutte rotte e rappezzate delle frazioni”.



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