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Ospedale Inrca-Osimo,
l’onorevole Giuliodori:
«I dati testimoniano il declino»

SANITA' - Il parlamentare del M5S rileva anche che sul piano sanitario regionale non si fa alcun riferimento ai servizi territoriali per la città. La neo consigliera comunale Caterina Donia si domanda invece se la struttura sia attrezzata per eventuali casi di contagio da Coronavirus
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Nel 2019 l’ospedale di Osimo-Inrca ha contato oltre 20mila prestazioni al pronto soccorso, per la precisione 21.573.

Paolo Giuliodori

I dati forniti dall’Inrca di Ancona testimoniano una realtà importante, che concentra le richieste di una zona molto popolosa e che funge anche da filtro per l’ospedale di Torrette.«Dati che testimoniano, però, anche un declino ormai conclamato della realtà sanitaria osimana. – evidenzia l’on.Paolo Giuliodori (M5S) – I ricoveri totali sono stati 2.395: 1.011 in Chirurgia generale, 884 in Medicina, 332 in Pneumologia e 168 in Urologia. Per quanto riguarda le prestazioni ambulatoriali, i numeri sono ancora più corposi: Radiologia conta 23.238 prestazioni, Gastroenterologia 9.141, 7.756 in Chirurgia, 5.810 in Pneumologia, Medicina generale 3.137 e Urologia 1.565. Senza contare le ben 189.326 del laboratorio analisi. Fortunatamente i tempi di attesa restano in linea con la media nazionale».

Uno sportello Cup

Secondo il deputato osimano «i numeri parlano chiaro: rispetto al 2015 le prestazioni si sono dimezzate, il 48% in meno. Certificano lo smantellamento della sanità osimana» afferma il parlamentare. Il punto è che, come sappiamo, dal 2018 l’ospedale di Osimo è passato alla gestione Inrca, l’istituto per la ricerca e la cura degli anziani, che ha poco a che fare con gli obiettivi e le procedure ospedaliere. La fusione tra Inrca e ospedale di Osimo – fa notare Giuliodori – è stato il colpo di grazia, il definitivo smantellamento della sanità osimana, svuotata delle strutture e del personale, rinnegando il ruolo di primo piano che merita e che ha sempre esercitato, e cosa più importante, dimenticando la funzione cruciale che svolge per un bacino di utenza di circa 100.000 abitanti. Tutti ad Osimo lo sanno: non ci sono più interi reparti, c’è carenza cronica di personale. Nonostante le ripetute rassicurazioni di Ceriscioli e Pugnaloni, lo smantellamento del nostro ospedale è un dato di fatto, progressivo e inesorabile». E ad aumentare le preoccupazioni per i cittadini del territorio osimano e di tutta la Valmusone si aggiunge il rischio della chiusura dell’ospedale osimano con la costruzione della nuova struttura all’Aspio, anche perché nel piano sanitario regionale approvato di recente non si fa alcun riferimento ai servizi territoriali dì Osimo. «Un aspetto su cui bisogna riflettere – commenta Giuliodori – è che per quanto dimezzati, i numeri sono comunque alti. Questo vuol dire che la richiesta è sempre tanta. È un’ennesima conferma della necessità di mantenere un presidio effettivo e funzionante nella nostra zona».

Caterina Donia

Dice la sua sulla questione anche la neo consigliera comunale M5S, Caterina Donia: «Per fortuna non abbiamo un’emergenza Coronavirus ad Osimo né in provincia di Ancona, ma in momenti come questi sarebbe opportuno – lamenta la consigliera – garantire maggiore sicurezza e tranquillità ai cittadini: ci vuole un piano di prevenzione almeno nei luoghi pubblici. Se dovessero verificarsi casi positivi i nostri presidi ospedalieri sono pronti ed attrezzati a gestirli? Se dovessero presentarsi situazioni di contagio accertato, siamo in grado di affrontarle in sicurezza? La struttura è in grado di proteggere il personale sanitario e la collettività isolando eventuali casi scoperti prima che costituisca un rischio di tipo infettivo? È stato strutturato un percorso di accesso al Pronto soccorso riservato a casi sospetti o contagiati? Un eventuale caso di contagio ad Osimo come verrebbe gestito? Questo chiediamo a tutti gli Enti preposti. Aspettiamo risposte».



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